20ª tappa, Puno-Lampa 94 km

Una tappa lunghissima dalle mille sorprese.

Dopo una colazione sostanziosa siamo usciti dalla città.

Scriverlo così è facile ma uscire in bicicletta da Puno è tutt’altro.

La città si estende su una parete rocciosa altissima che va letteralmente scavalcata per tornare sulla strada principale.. assurdo.. a s s u r d o.

Le strade serpeggiano lungo la collina poi all’improvviso giri una curva e BAM!

Improvvisamente si innalza davanti ai tuoi occhi un pendio scoscesissimo e con tutta la buona volontà non hai scelta se non scendere dalla bicicletta e spingere. Inclinazioni che superano l’umano. Lo ammetto sono una mezza calzetta ma la cosa che mi sorprende di più sono le vecchiette, ma come fanno! Camminano agili con quei fagotti sulle spalle e noi, giovani baldanzosi, con il fiatone ad ogni passo ci fermiamo continuamente.

L’arrivo in cima è una vera conquista ed il panorama è appagante.

Dalla cima dei roccioni abbiamo iniziato una lunghissima discesa ed intorno a noi una piana alluvionale che circonda l’immenso Lago Titicaca. Davvero affascinante. Sole alto che brucia la pelle (siamo sempre e costantemente sopra i 3.800 metri s.l.m.) e verdi campi alternati da distese di quinoa o fiori gialli delle patate, prodotto nazionale per eccellenza.

Abbiamo deciso di fare una deviazione per andare a vedere la famosa Sillustani, si tratta di un posto remoto, lontano dalla strada principale, intorno al lago Humayo, molto famoso in tutto il Sud America per delle spettacolari torri funerarie che si chiamamo chullpas risalenti all’epoca pre-inca, probabilmente costruite dalla popolazione dei Kolla, che abitava l’Altopiano.

Si tratta di torri cilindriche perfette, dicono che il nome Sillustani derivi da un antico dialetto per cui Sillus (unghia) e llustani (scivolo) indicavano il fatto che tra le pietre, perfettamente sistemate, non potesse scivolare neanche un’unghia. Al loro interno venivano posti i corpi di intere famiglie e personaggi importanti attraverso un piccolo foro laterale.

Siamo arrivati a Sillustani e dopo un pò di riposo ci siamo diretti verso Lampa attraverso pura Pampa.

Strada sterrata rossa e tanto sole..sembrava un sogno.

Visto la qualità della strada se avesse piovuto anche solo mezz’ora non saremmo stati in grado di passare, sarebbe diventato tutto impraticabile.

Una meraviglia, noi, la Pampa, i Lama, le mucche e qualche contadino ad occuparsi dei propri greggi.

Silenzio. Assoluto silenzio. Il silenzio della campagna, della Pampa in questo caso. Abbiamo durato fatica, è vero, la tappa è stata forse una delle più lunghe e difficili per la strada ma assolutamente unica.

La parte che ci è piaciuta di più è arrivata quando siamo saliti un pochino di livello per poi scendere di nuovo in una vallata con la strada nel mezzo e le montagne ai lati.

La strada era disastrata, in molti punti era distrutta ed abbiamo passato fiumi esondati attraverso ponti di fortuna.

Tutto intorno la Pampa era allagata e sui laghi “temporanei” creatisi dalle piogge recenti si alzavano stormi grandissimi che si muovevano al nostro passaggio.

Immaginate il silenzio, la luce del sole già bassa che dava un effetto romantico al colore verde delle distese erbose, il rumore dello scorrere delle nostre biciclette sulla terra morbida e d’improvviso centinaia di volatili che spiccavano il volo intorno a noi…una magia.

Sono stati 94 km difficili ma affascinanti.

Man mano che ci avvicinavamo a Lampa fantasticavamo su come sarebbe stata. Non fa parte delle vie battute dal turismo, abbiamo fatto la deviazione apposta, perciò ci siamo preparati al peggio ma abbiamo fantasticato anche sul meglio.

Lampa è assolutamente da visitare. Una cittadina peruviana d’eccellenza. Siamo arrivati con il sole già basso, stremati, eppure arrivati nella Piazza Principale ci siamo fermati ad osservare la Chiesa , un gigante che svetta sul paese con una imponenza ed una bellezza che non ha niente da togliere alle nostre meraviglie italiane.

Si tratta del “Templo de Santiago Apostol”, costruito intorno al 1675, molto importante per avere al suo interno una immagine della Immaculada Concepción portata dalla Spagna e destinata a Cusco. La storia racconta che la spedizione che la trasportava riposò a Lampa ed il mattino del trasferimento non riuscirono a muoverla perché troppo pesa, naturalmente fu lasciata a Lampa dicendo che la Vergine stessa, in sogno, aveva espresso loro la volontà di restare. Da allora Lampa è meta di pellegrinaggio dei peruviani.

Ma le cosa più intriganti di questa Chiesa sono due, la prima è la Cappella della Pietà che, udite udite, si chiama così perché al suo interno ha una copia in pietra della Pietà di Michelangelo. Praticamente entrando in una area della chiesa al lato della navata, si entra in una stanza molto ampia in cui tutto lo spazio risulta occupato da una costruzione in marmo di Carrara di forma cilindrica coperto con una cupola con un mosaico di marmo di Carrara e sormontato dalla copia della Pietà. Su un lato un altare al di dietro del quale, attraverso una finestra, si vede l’interno. L’interno è più profondo del pavimento di almeno 4 metri ed è ricoperto di scheletri e teschi su tutta la superficie, al di sotto e al di sopra della finestra. Avrei voluto avere una guida che mi dicesse di più su quella macabra decorazione della Cupola ma, per il momento, mi accontento di averla vista. La seconda cosa intrigante di questo edificio sono le pietre con cui è stata costruita ed i giardini in fiore che la circondano. Gli spagnoli hanno usato una tecnica costruttiva che si chiama Calicanto.

Le strade di Lampa sono famose per il colore delle sue case, quasi tutte costruite con i mattoni argillosi in “Adobe” e colorate di rosso/rosa, per questo la chiamano la città rosata. La mattina seguente (ovvero stamattina) ce la siamo presa con calma e con la luce brillante mattutina ci siamo goduti questo paesino che ci è rimasto nel cuore.

Dopo una cena in un piccolo ristoro, in cui una buona zuppa, pollo e riso con patatine, ci è costato ben 2 euro, siamo crollati.

Una doccia super bollente e poi il record: a letto alle 21.

Tutta vita.

Il Perù ci sta davvero entusiasmando e speriamo che solo un decimo delle bellezze che stiamo vedendo riusciate a viverle con noi.

Vi mettiamo più foto che possiamo ma, probabilmente, non rendono neanche la metà rispetto alla realtà.

Buona notte amici.

Claudia y Felipe 😊

2 pensieri su “20ª tappa, Puno-Lampa 94 km

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