Ko Samet – Si Racha 94 km

Finiti i tempi del niente, finiti i momenti di panico in mezzo al niente e finita la fame per mancanza di qualsiasi tipo di cibo accettabile siamo scollinati nella fase goduria. L’unica cosa che per ora persiste é lo sporco, le colonie di topi camminanti sui tetti o, perché no, teneramente scorrazzanti nelle stanze ecco su questo manteniamo ancora il solito standard. Diciamo che rispetto al Laos e alla Cambogia qui non li mangiano troppo perciò ce ne sono di più vivi.
Eravamo rimasti all’isola di Ko Samet, un’isola frequentata sopratutto dai Tailandesi. A poche ore da Bangkok quindi facilmente raggiungibile per il weekend, un pò meno presente sugli itinerari turistici occidentali. Siamo nei giorni del Makha Bucha, una delle tre giornate sacre in cui si ricordano i momenti cruciali della vita del Buddha, cade nel plenilunio del terzo mese lunare, è una festa pubblica durante la quale tutti i tailandesi si muovono in cerca di divertimento. Risultato: isola piena, stracolma.
Nonostante la gran quantità di gente noi ci siamo preparati la colazione molto presto ed armati dei nostri mezzi ci siamo diretti ad una delle spiagge reputate piú isolate ed apprezzate. Le foto parlano da sole.


L’isola è molto piccola, per lo più verde, quasi interamente Parco Nazionale, tutelato. In effetti non ci sono edifici che svettano rovinando il panorama anzi ci sono hotel del tutto integrati nella vegetazione e quasi invisibili dal mare eppure a pochi passi dall’acqua. Alcune calette sono paradisiache, le piante arrivano fino al mare ed aleggia un’atmosfera calma e rilassata. Sulla prima spiaggia abbiamo passato gran parte della giornata, da buoni italiani un panino al sacco e pancia all’insù per godere del sole e di quella bellissima sensazione del sale sulla pelle.
L’acqua è bellissima e la sabbia bianca ma lo spettacolo più bello si ha entrando in acqua, camminando per una decina di metri, e voltandosi verso la spiaggia. Il contrasto della spiaggia bianca con il verde a ridosso di piante dalle radici aeree, colline rocciose ricoperte da un manto tropicale e la sensazione che non ci siano strutture architettoniche ma solo alberi…mozzafiato.
Probabilmente siamo solo all’inizio di una serie di isole e spiagge mozzafiato, diventeremo ripetitivi, ma ci sono colori davvero incredibili. Ogni mare è diverso, questo era turchese, trasparente ma con colori turchesi accesi e brillanti. Strepitoso.
La seconda caletta ci è piaciuta meno, più gente e completamente diversa, con sabbia più scura e acqua troppo mossa per godere della sua trasparenza.
A livello ciclistico vi informo che, nonostante l’isola sia piccolissima, le strade sono ben soleggiate e presentano pendenze che alternano il 6% al 16%..questo per i due bandidos significa divertimento e per me significa veder sfumato il relax fisico tanto atteso, pero lasciatemelo dire ne valeva la pena, ho faticato con gusto.
L’apoteosi della giornata comunque è stata la cena.
Sempre da bravi italiani, ci siamo diretti all’hotel ed abbiamo chiesto il permesso di cucinare…inutile chiedersi cosa.. FUSILLI BARILLA CON TONNO,CIPOLLA, POMODORI ED OLIO EXTRAVERGINE D’OLIVA. Quando si dice accontentarsi di poco.
Simone, che diceva di non sentire la mancanza del cibo nostrano, ha mangiato due porzioni e con gli occhi illuminati ha ripetuto svariate volte: ‘aaaa sapori di casa’.

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Un pò di ‘casa’ fa sempre bene. Una passeggiata serale lungo la spiaggia, piena di locali, luci, odori e colori. Tutti in festa, musica ovunque ed il rumore delle onde a pochi metri. La mattina dopo, cioè stamani, sveglia presto. Il traghetto avrebbe dovuto partire alle 8..dico avrebbe perche dopo esserci preparati la colazione, sempre nella cucina dell’hotel ( si puo dire che gli abbiamo rubato il burro per fare pane e marmellata? 😜😂giuro pochissimo!!! Ne avevano tanto), ci siamo diretti al traghetto e ci hanno comunicato che sarebbe arrivato alle 9. Unica soluzione: corrompere con lauta mancia il barcarolo dell’altra compagnia che partiva alle 8 per andare nella stessa direzione. Con 150 bath ce la siamo cavata ( ben 3,50 euro).
La prima cosa da fare imbarcati signori!? Riparare la bucatura di Filippo che totalizza una somma di 7 bucature ed appena sbarcati via felici diretti come fusi verso Bangkok.

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Diversamente dalle solite rotte turistiche abbiamo deciso di spingerci in un luogo non troppo conosciuto, una cittadina che dista 30 km circa dalla famosa Pattaya, famosa città turistica. Sfavillante e movimentata ma piena di inquinamento, addirittura sconsigliano il bagno lungo costa, e piena di prostituzione. Ci siamo domandati: perché portarci i turisti!? Perché metterla come meta nelle guide!?
Cosi abbiamo puntato Si Racha.
La strada per arrivarci non è stata granché ma la città è davvero bella, sul mare, tante palafitte, tante bancarelle, un mercato notturno pieno di sfiziose leccornie ed un isolotto, raggiungibile con una striscia di terra, da cui poter osservare un bellissimo tramonto bevendo qualcosa e sgranocchiando qualche prelibatezza locale o frutta fresca. Pensate che uno spiedino di seppie grigliate costa 50 centesimi, una fetta di cocomero tagliata a fettine solo 25 centesimi. Come si fa a resistere?!
Per la cena ci siamo diretti al mercato notturno ed abbiamo fatto la scelta giusta.
Ogni bancarella un piatto diverso, tra insalate di ogni tipo, omelette con cozze e totani, zuppe, crêpes salate, fritture, riso al curry, cialde con panna, crêpes dolci e frutta tagliata… l’imbarazzo della scelta.


Abbiamo pedalato tanto, 94 km circa, con il dubbio di arrivare in un posto brutto dove non saper come passare il pomeriggio ed invece al contrario. Abbiamo scovato una città che i turisti occidentali non frequentano e diremmo ‘menomale’, ci siamo sentiti parte dei tailandesi, che oltretutto sono di una carineria estrema ed alloggiamo in un simpatico, sebbene spartano, hotel/palafitta. Nascosto dalla strada, lo abbiamo scovato e nonostante obiettivamente sia atroce credetemi ha un fascino incredibile.
La cosa più divertente è lo scarico del bagno…un buco sull’oceano!!
Non potete negarne il fascino.
Quando ho chiesto la carta igienica alla simpatica proprietaria ho pensato : mi dira di no! Mi dirà di fare la doccia o comunque non mi darà la carta…invece me l’ha data..suggerirei ai futuri passanti di non fare il bagno nei pressi di questa cittadina ma di limitarsi al bellissimo panorama dagli scogli. Il tramonto sul mare è sempre magico.
Insomma, una bella cena al mercato serale, una passeggiata in cittá per una serata dal sapor tailandese. Domani sveglia alle 5:00 per correre a Bangkok, la curiositá è alta anche se ahinoi, significa dover salutare Simone che farà ritorno in Italia.
Ma non facciamo i malinconici prima del tempo. Domani abbiamo un’altra tappa.
Stanotte poi, non avendo triple, lo abbiamo lasciato solo. Conoscendolo sará giá vestito con il completino sotto le coperte (il cibo per la colazione glielo abbiamo sequestrato perchè non ce lo finisca di nascosto).
Buonanotte Simo a tra pochissimo.

Buona notte a tutti.
Claudia e Filippo

2 pensieri su “Ko Samet – Si Racha 94 km

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