Deviazioni geniali..Chantaburi-Isola Ko Samet 111 km

Oggi ci siamo ‘sdati’.
Svegli alle 6:00, pronti con il nostro caffeino istantaneo, prezioso amico di viaggio, i nostri plum cake trovati in un garage con forno la sera prima e la carica giusta per affrontare una tappa di 100km.
Ci è dispiaciuto lasciare Chantaburi ma subito dopo pochi chilometri la meraviglia intorno a noi ha tolto ogni tipo di malinconia per la cittadina lasciata.
Strada larga, per almeno 90 km abbiamo avuto una larga fetta di ciclabile tutta per noi. Sogno di ogni ciclista.
Abbiamo pedalato forte ma ci siamo fermati varie volte, impossibile non soffermarsi ad assaggiare frutta,  osservare frutteti di ogni tipo, annusare l’odore delle miriadi di fiori nuovi che colorano il paesaggio, abbiamo trovato anche piantagioni di albero di caucciú!!! Voi sapete come si ottiene il caucciu?? Noi non lo sapevamo.
Beh, alberi sottili e altissimi, intagliati su un lato a cui viene attaccato un ciotolino che raccoglie il liquido bianco, molliccio che ne fuoriesce. Un vero e proprio lattice naturale. Incredibile. Mai visto prima. Ne abbiamo trovati tantissimi.
Ci vorrebbe una guida scritta di fiori e piante, cosi da poterli ricordare meglio, in materia siamo ignoranti.
Sarebbe bello riconoscerli e studiarli.
Ci sono fiori bellissimi e profumatissimi. Il migliore di tutti é il ‘frangipane’. Il fiore del frangipane è simbolico qui in Thailandia, lo era anche in Cambogia. Si presenta piú o meno folto ma in qualsiasi forma sia è sempre profumatissimo. Trovarsi in una strada con i frangipane tutto intorno è come un tuffo in un profumo, meraviglioso.
Ci siamo avvicinati al mare, il famoso mare della Thailandia, curiosi di vederne il più possibile ed ecco l’ulteriore odore: il mare.

 
Abbiamo iniziato a sentire subito il cambio del vento all’approssimarsi della costa, l’odore di mare è inconfondibile, quella brezza costante piena di salsedine, riconoscibile anche a chilometri e chilometri di distanza. Abbiamo pranzato lungo una costa senza sabbia, poche rocce a ridosso di una strada con alberi altissimi all’ombra dei quali si trovavano bancarelle che vendevano pollo alla griglia, riso e altre specialità. Il pezzo forte del pranzo sono state 3 papaye offerte da un simpatico tailandese da cui avevamo comprato una bottiglia di acqua, un pò di lime strizzato sopra ed il gioco è fatto, una prelibatezza. Simone che, come al solito, ‘non aveva fame’ ha divorato un pò tutte le porzioni di tutti e tra una risata e l’altra siamo ripartiti. La lezione del giorno è: dare sempre a Simone la sua porzione, mai porzioni condivise. Buffo! Simone è buffo.
Siamo un trio ben assortito.
Tra bici attaccate agli alberi, con cui Simone cerca di spaventarmi fingendo cadute, e stop curiosi con a capo il nostro navigatore d’eccellenza Filippo, che direziona il gruppo con le sue mappe interattive, ci è venuta un’idea ed abbiamo cambiato itinerario. Davanti alla costa c’è un’isola, Ko Samet, perché non andarci!?
Siamo in anticipo di un giorno sulla tabella di marcia e l’idea è più forte di tutto.
Caricate le bici su un battello, siamo partiti alla conquista di spiagge bianche e di relax ( per quanto credo che con la coppia Filippo/Simone sarà molto poco).
Mi aspetto di vedere i due ‘bandidos’ appesi a qualche albero o buttarsi da qualche scogliera con le bici o magari correre lungo le spiagge o fare il giro dell’isola nuotando, sono certa che con quest’ultima idea, quando la leggeranno, penseranno: ‘gaaaanzooooo’. Credetemi sarebbero capaci di tentare👍🏻
La traversata è stata breve, l’isola è molto vicina alla costa, i due bandidos si sono goduti anche momenti romantici in stile titanic.😜
Arrivati nell’isola tutto pieno e tutto molto caro ma alla fine come sempre, l’abbiamo sfangata con un posticino niente male. In pratica siamo in una stanza di una casa che a piano terra è adibita a ristorante. Gestito da un canadese di mezza età sposato con una Thailandese, una signora carina e premurosa e le due figliolette che scorrazzano e ogni tanto giocano con le trombette delle nostre bici. Cosa sperare di meglio!?


Ci siamo cambiati, abbiamo lavato i vestiti in doccia ( Simone, sfuggito ai controlli ha portato i suoi al servizio lavanderia😒 La vendetta sará atroce) e poi via di corsa alla spiaggia più vicina per il tramonto.
Tanti turisti ma non troppi e sparpagliati, sabbia bianca e mare azzurro. Un pesciolino grigliato, una birra e così eccoci a dormire con i panni gocciolati stesi intorno ai letti e la voglia di dormire prima possibile per svegliarsi e correre in bici a scoprire le meraviglie dell’isola.

Baci salati a tutti.
Claudia, Filippo e Simone.

Un pensiero su “Deviazioni geniali..Chantaburi-Isola Ko Samet 111 km

  1. Siete favolosi. Ma la bellezza delle spiagge tai sarà per voi come il canto delle sirene. Rimarrete costi’ a godervi il mare per due settimane e la vostra tabella di marcia in anticipo di un giorno andrà a farsi benedire. Addio aereo da singapore…..

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