Nah Trang come a casa e poi via..98 km panoramici per raggiungere Vinh Hy

Arrivati a Nah Trang abbiamo percepito subito un’atmosfera favolosa. Cittá invasa dai russi, vietnamiti che parlano russo e non inglese, viali alberati e mega resort ma il tutto immerso in uno stile vietnamita davvero piacevole. Niente di stonato. Niente di esasperato. Appena arrivati siamo andati verso casa di Sasha.

Come accennato nello scorso articolo, Sasha è un ragazzo di Firenze, amico di un amico di Filippo che vive da poco piu di un anno a Nah Trang. Ci ha contattato offrendoci ospitalitá, in maniera carina e spassionata..non abbiamo resistito.

Abbiamo ceduto con facilitá alla sua gentilezza. Ci ha dato l’indirizzo e ci siamo diretti da lui. Un ragazzo alto, dalla faccia buona, timido ma curioso, un signor viaggiatore. Ha girato il centro America in bici, l’Asia, l’India, l’Europa zaino in spalla, e chi piu ne ha piu ne metta, insomma un ragazzo che ha qualcosa da raccontare e condividere. Vive in una zona molto bella, si può dire residenziale anche se non come la immaginiamo noi Italiani. Una zona tranquilla, decentrata ma vicina al centro, pulita, con palazzi moderni che appaiono imponenti e zeppi di appartamenti a loro volta zeppi di persone ma comunque bella. Un piccolo appartamento con una tenerissima finestra sulla cucina, salotto, due camere, un bagno. Ci ha fatto accomodare, docciare, rilassare, abbiamo rotto il ghiaccio e siamo usciti a mangiare un Mì Quang (credo si scriva cosi) e fin dalle prime chiacchere ci siamo sentiti a nostro agio. Abbiamo chiaccherato e chiaccherato, deciso cosa potevamo fare, da bravo cicerone ci ha dato tutte le dritte del caso e poi…poi ci siamo trovati in una situazione inaspettata. Ci siamo trovati a casa. (I nostri genitori gongoleranno con quello che sto per scrivere ma non posso non farlo).

Ci siamo svegliati, la casa era vuota, la sveglia non era prevista. Ci siamo accomodati al tavolo, ci siamo preparati un caffe, ci siamo rilassati, abbiamo ascoltato musica, guardato un film un’occhiata alla dispensa SPAGHETTI E POLPA DI POMODORO..irresistibile..abbiamo cucinato con calma, sorseggiato una birra. Una meraviglia. Per un attimo ci é sembrato di essere a casa. Una domenica tipica italiana. Vissuta con tranquillità, con una stanchezza addosso che ha rifiutato di correre a destra e manca per la cittá, è stato più forte il voler sentirsi a casa. Poco importa se non era la nostra. I rumori del condomio, scendere a fare la passeggiata per ricomprare il cibo sottratto a Sasha, penserete a due pensionati ecco ancora di piu!!

Abbiamo aspettato che Sasha tornasse da lavoro per portarlo a cena fuori ed il giorno dopo cosa abbiamo fatto??? Lo stesso. Ci siamo concessi però un giro in centro, abbiamo lavato le biciclette, abbiamo visitato una spa dove con 20 euro fai il bagno nel fango e visto la cittá in sella alla bicicletta ma..quello che porteremo con noi di questi ultimi tre giorni sará per lo piú la sensazione bellissima di ‘voglia di una casa’, delle nostre cose, della nostra cucina, di un divano con film…bello!! Ci ha ricaricato, rigenerato. È come se avessimo ricominciato da capo il viaggio! Super.

Grazie Sasha.

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Proprio perchè in forma, stamani siamo saliti raggianti sulle biciclette e ci siamo fatti 98 km di costa SPETTACOLARE. ma chi se lo immaginava che il Vietnam avesse delle coste del genere!?

Ok ci sono km occupati da resort, enormi, lussuosi, alcuni fuori tema completamente altri incredibilmente integrati ma comunque spettacolare. Il solito alternarsi di panorami differenti e mozzafiato ma la sorpresa maggiore è stata quando abbiamo deviato per lasciare la trafficata statale ed allungare il percorso pur di rimanere sulla costa.

lasciata la strada abbiamo iniziato a salire, il paesaggio improvvisamente roccioso, ventoso, silenzioso, maestoso ed imponente. Un mare azzurro pieno di isole rocciose e la strada inerpicata. Noi soli, silenzio, odore di plumerie, odori inebrianti e scenari che ricordano le parti brulle della Sardegna o della Corsica. Strano, stranissimo. Ci siamo concessi un bagno in una zona che dalla mappa non sembrava granche ed invece è bellissima. Ci siamo goduti una salita di 200 m sul mare tra calette rocciose, sabbiose, erbose, riparate o ventose e deserte! Nessuno parla di questa strada, nessuna guida, nessun blog, la abbiamo fatta sotto suggerimento di Sasha e sotto influsso della nostra accecata voglia di vedere la costa. Ci siamo trovati senza una meta precisa.

Sulla mappa non segnava alcune cittadine. Senza possibilitá di chiedere informazioni vista la situazione desertica di auto e moto. Salite rocciose bellissime ma senza indicazioni (che comunque sarebbero incomprensibili). Il sole tramontato e la sensazione friccicorina di non sapere dove cavolo dormire. Poi la vetta. Il famoso ‘scollino’, abbiamo pensato: è fatta! Ci sará qualcosa sotto. E così è stato.. Un villaggio di pescatori, inaspettato, non calcolato con addirittura un Hotel!! Il massimo.

Ci siamo goduti il calar della luce su un porticciolo vietnamita, pieno di barche azzurre, con poche persone in giro ed i monti a picco dietro. Una tappa non calcolata, una tappa bellissima ed ancora non è finita. Ci stiamo dirigendo ad Ho Chi Minh dopodiche passerá molto tempo prima di tornare sulla costa, motivo per cui cercheremo di sfruttare al meglio queste strade costiere, sconosciute, poco frequentate e piene di golfi azzurri e paesi di pescatori.

Filippo insiste a voler bucare le camere d’aria 😝 segniamo un 3 vs 0

Tutti ci chiedono paragoni con il viaggio in Africa e noi. non sappiamo rispondere ancora, l’Africa è Africa ed il mal d’Africa non se ne va…ma questi paesi stanno lasciando sentimenti tanto diversi quanto intensi e pedalata dopo pedalata (pur con uno sprazzo di casa) ci rendiamo conto che forse la vera malattia è il pedalare nel mondo, il pedalare insieme.

Buona notte a tutti

Claudia e Filippo

 

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